Opinioni di un Clown…

La realtà che io ho per voi è nella forma che voi mi date!

Ci sono cose, sogni, sensazioni, per cui vale la pena mettersi in gioco. Per cui mettere da parte il certo per l’incerto, per cui osare.

Nessuno ci starà vicino, tanto meno ci capirà. Nonostante ciò, qualcosa dentro noi ci dice che dobbiamo osare…

[...]
“Rispondimi!”
Il colonnello non riuscì a capire se aveva sentito quella parola prima o dopo il sonno. Stava albeggiando. La finestra si stagliava nel chiarore verde della domenica. Pensò che forse aveva un po’ di febbre. Gli bruciavano gli occhi e dovette compiere un grande sforzo per riacquistare la lucidità.
“Che possiamo fare se non si può vendere niente”, ripeté la donna
“Per allora sarà già il venti gennaio”, disse il colonnello, perfettamente cosciente.
“Il venti per cento lo pagano lo stesso pomeriggio.”
“Se il gallo vince,” disse la donna. “Ma se perde. Non hai pensato che il gallo può perdere.”
“E’ un gallo che non può perdere”.
“Ma supponi che perda”.
“Mancano ancora quarantacinque giorni prima di ricominciare a pensarci,” disse il colonnello.
La donna si disperò.
“E nel frattempo cosa mangiamo,” chiese e afferrò il colonnello per il collo della maglia. Lo scosse energicamente.
“Dimmi cosa mangiamo”.
Il colonnello ebbe bisogno di settantacinque anni - i settantacinque anni della sua vita, minuto per minuto - per giungere a quel momento. Si sentì puro, esplicito, invincibile, nell’istante in cui rispose:
“Merda”.

Tratto dallo splendido “Nessuno scrive al colonnello” di Gabriel Garcia Marquez

La Pittima era una “figura professionale” nata nel X secolo nelle repubbliche marinare di Venezia e Genova che aveva il compito di riscuotere i soldi dei creditori che lo assumevano.
Il tutto senza alcuna violenza fisica nei confronti dei debitori.
Era semplicemente un “rompipalle” che, pagato dal creditore e vestito di rosso, seguiva, tartassava e sfiniva psicologicamente il debitore.
Seguiva il debitore ovunque (con la sua inconfondibile toga rossa), facendogli delle scenate in pubblico affinché questo per vergogna o per “disperazione” si decidesse a pagare! Una figura alquanto divertente! Non trovate?
Chissà perché il nome “pittima” è una parola al femminile!:-D

Naturalmente c’è chi ne ha parlato, MOLTO meglio di me, in musica.
A’ Pittima è una stupenda canzone di Fabrizio De Andrè:

Per i non Genovesi (come me), ho trovato la traduzione:

LA PITTIMA

Cosa ci posso fare
se non ho le braccia per fare il marinaio
se in fondo alle braccia non ho le mani del muratore
e ho un pugno duro che sembra un nido
ho un torace largo un dito
giusto per nascondermi con il vestito dietro a un filo
e vado in giro a chiedere i soldi
a chi se li tiene e glieli hanno prestati
e glieli domando timidamente ma in mezzo alla gente
e a chi non vuole darsi ragione
che sembra di starnutire contro il tuono
gli mando a dire che vivere è caro ma a buon mercato
io sono una pittima rispettata
e non andare in giro a raccontare
che quando la vittima è uno straccione gli do del mio.

Per maggiori informazioni sulla “professione” di Pittima basta fare un giro su wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Pittima

…senza parole…